È risaputo che la diversità consiste in un valore straordinario, eppure molte volte ci spaventa.
Abbiamo ribadito questo concetto insieme a Benedetta De Luca nel corso della puntata de IFormidAbiliSocialTV di Sabato 18 novembre 2023. Benedetta De Luca è Avvocato e Influencer&Content Creator e ha una disabilità. In modo particolare crea contenuti, avvalendosi dei social, per divulgare messaggi di inclusione e aiutare a dare voce a chi si trova nella sua stessa situazione.
Il punto è che non dobbiamo avere paura di uscire mostrandoci come siamo perché la disabilità a ben vedere è una unicità, quindi una ricchezza e una ricchezza importante, preziosa. Nella società, infatti, tutti noi siamo diversi, con o senza disabilità, e dobbiamo imparare ad accettare noi stessi, e il prossimo, incondizionatamente. A tal proposito De Luca ha scritto un’autobiografia intitolata “Una vita da Sirenetta – come ho imparato a sentirmi bella con una coda di troppo”. Il titolo non è casuale, infatti l’autrice, sin da bambina, si sentiva proprio come la Sirenetta della fiaba di Hans Christian Andersen (da cui è stato tratto il celebre film d’animazione nel 1989), in cui la protagonista Ariel sogna di avere gambe normali e diventare parte di quella vita fuori dall’acqua che è costretta a osservare dalla sua dimensione. A un certo momento De Luca ha trovato quel coraggio di “salire in superficie” senza però rinunciare alla propria voce, a differenza di quanto accade nella fiaba ma, piuttosto facendola sentire ancora più forte per riuscire a liberarsi della paura dei giudizi altrui e lasciare emergere la propria unicità.
La disabilità non è “di troppo”, non impedisce di vivere. A tal proposito, un aspetto negativo che De Luca mette in evidenza riguarda i social, in cui gli utenti ricercano continuamente l’assoluta perfezione, generando competizioni malsane. Dobbiamo tenere presente che la vita sui social, essendo quasi sempre finzione, non ha praticamente nulla a che vedere con quella reale di cui ognuno di noi fa parte sin dalla nascita.
Per riuscire a realizzare i nostri sogni, l’invito di De Luca è che dobbiamo semplicemente avere fiducia in noi stessi; è possibile realizzare i progetti prendendo i sogni dal cassetto e trasformandoli in realtà. E tutti noi abbiamo la possibilità di farlo.
Il nostro compito consiste nell’accelerare questo percorso di inclusione attraverso la nostra voce, le nostre azioni concrete, la solidarietà e l’empatia, al fine di creare una società unita. Per fare esempio, nel 1977 sono state abolite le classi differenziali nelle scuole con l’introduzione degli insegnanti di sostegno proprio per integrare gli alunni con disabilità Un altro esempio riportato da De Luca ha riguardato il momento in cui, proprio per la costanza con cui porta avanti il suo impegno sociale, ha ricevuto i ringraziamenti da parte di un genitore che le ha detto che in futuro si sarebbe soffermato maggiormente a riflettere su questo tema.
Ogni messaggio di inclusione che riusciamo a trasmettere equivale a un’importante conquista nella società. De Luca, concludendo l’intervista, ha tenuto a sottolineare l’importanza di prestare la massima attenzione nell’impiegare un linguaggio che sia il più corretto possibile e, soprattutto, che non ferisca mai il prossimo. Un esempio? Proviamo a non parlare di persone “che soffrono di una grave malattia”, magari scendendo nei dettagli e rischiando di evidenziare più di tutto il fatto che per quel motivo soffrono. Parliamo invece semplicemente di persone “con disabilità”. Perché l’essere umano va sempre messo in primo piano.
Alessandro Ghisolfi
